Ad alti e bassi






Ultimamente mi capita di pensarlo sempre più spesso: si procede così, ad alti e bassi, a ondate.
Ci sono momenti intensi, di fare frenetico, e ci sono periodi in cui il tempo passa, scivolando come un balsamo sui muscoli indolenziti e la testa affaticata.

L'ultimo mese mi si è dispiegato davanti tranquillo, senza sorprese, come si addice all'inizio della primavera: dolce.
Sono stata più pigra del solito, più decisa a non coprire la stanchezza con le tante cose da fare, anche se ancora incapace di arrendermi al: "non si può far tutto."

Nell'ultimo mese c'è stata più polvere in casa, ho curato meno il blog, ho cucinato meno.
E, finalmente, sono riuscita a sorprendermi spesso a respirare tranquilla, appoggiata, come mi devo sempre ricordare di fare perché, nella mia indole, di appoggiato e tranquillo c'è ben poco.

Ho osservato molto di più: ho guardato i miei figli imparare a giocare insieme, ho guardato la primavera crescere fuori e sentito nuove forze prepararmisi dentro.

Ad alti e bassi, lo so, io procedo così.
E non saprei dire se questo periodo è stato di "alti" o di "bassi," o solo di transizione, prima di chissà quale nuova avventura.
L'aria frizzante che entra dalla finestra, mista all'odore dei fiori, quasi violento per la sua intensità, adesso, mi fa pensare che ci aspettano mesi dolci e buoni.






Ho voglia di indossare quei vestiti colorati che sono la mia divisa estiva, ho voglia di uscire di casa la sera e sentire il caldo che invita a passare il tempo a guardare le stelle, ho voglia di rincorrere le lucciole per il campo buio e dire al mio bimbo più piccolo: "Vedi, tutto questo l'anno scorso l'hai vissuto attraverso i miei sensi: ora è tutto tuo, tutto nuovo."
E quelli, di sicuro, saranno giorni "alti."


Per camminare insieme

Per crescere insieme

Un respiro, per iniziare

Una volta iniziato il cammino verso noi stessi, non lo possiamo interrompere.
Possiamo rinnegarlo,
possiamo allontanarcene,
possiamo far finta che non esiste.
Ma la realtà è che non possiamo tornare indietro,
qualcosa si è innescato
e continuerà a crescere.
-Shri Mataji-


Ho conosciuto il Sahaja Yoga solo di sfuggita, nel mio primo anno a Roma. 
In un periodo che mi sembra così lontano nel tempo da non riuscire a calcolare quanti anni sono passati, in un periodo in cui cercavo tutti gli appigli possibili per trovare esseri simili a me in una città che mi sembrava così ostile.
Ricordo poco delle lunghe sere passate a meditare, ma non mi scorderò mai una frase che lessi, in qualche dispensa firmata da Shri Mataji, a proposito della serietà del percorso che inizia quando si intraprende la via verso la conoscenza di sé.

In quei giorni queste parole mi sembravano una promessa, l'invito ad iniziare un cammino che mi si chiariva sempre di più addosso.
Negli anni, a momenti alterni, mi sono sembrate una conferma o una maledizione.
Ma sempre, senza un attimo di dubbio, le ho sentite come vere, inequivocabili.

La meraviglia, dietro a tutto questo, è che il cammino non è prestabilito, che può conoscere virate improbabili, arresti, placide attese, picchi di entusiasmo e scoperte.
La meraviglia è che, con un po' di allenamento, anche un singolo respiro può essere una tappa fondamentale di questo percorso.

Proviamo ad ascoltare il ritmo del nostro respiro.
Lo sto ripetendo ai miei allievi, in questi giorni. Lo ripeto a me stessa, da qualche tempo.
Proviamo ad immaginarci come un mandala, come uno splendido disegno in cui ogni forma deriva da una meditazione e prova a suggerirne un'altra. Proviamo a pensarci come una splendido disegno, in cui tutto ha un'origine, tutto partecipa al tutto e nulla rimarrà per sempre.

Sono fortunata, io.
Vivo immersa in splendidi mandala, che, in questi mesi come mai, mi hanno costretta a vedere la bellezza anche in giornate in cui il mio umore era grigio e tutte le strade mi sembravano difficili.

La fortuna è che, una volta innescato, il percorso va avanti, che lo vogliamo o no. 
E ci guida, e ci costringe, e ci insegna.
E poi, quando meno ce lo aspettiamo, spuntano i primi fichi, quel dolce regalo che sarà pronto a giugno;




dopo tanto tempo passato a ripetercelo, finalmente, prendiamo il coraggio di scendere la strada di fronte casa, per conoscere un allevatore e le mucche di cui possiamo bere il latte;


dopo tanti giorni freddi e qualche impaccio a costruire la nostra vita a quattro, arriva il tepore della primavera, e iniziamo a condividere del tempo dolce insieme, imparando a conoscerci e a rispettarci.


E pensare che tutto è partito da un respiro, da quel momento in cui mi sono accorta che non sapevo tutte le potenzialità del mio respiro e del mio movimento, da quel giorno in cui mi sono accorta di essere uno di quei  mandala che mi piacciono tanto, e che mi sono detta che potevo disegnare, cancellare, colorare e, ogni tanto, ripartire.

Per camminare insieme

Per crescere insieme




Immersi nella vita

Sono stati giorni di immersione totale: passato, ricordi, presente e sensazioni. Senza il tempo per scrivere, riflettere, fermarsi. 

Il passato è fatto di immagini e suoni attutiti: il mio primo figlio in braccio o accoccolato sulla pancia del papà, seduto vicino a me, allacciato nella sua felpa, minuscolo.
Il presente, quest'anno come quelli precedenti, è stato segnato da giorni di cucito frenetico, pomeriggi passati a cucinare e scegliere libri e regali, preceduti da qualche settimana spesa ad organizzare, pensare, programmare.

Le feste per Ladù sono sempre grandi, sempre bellissime. 
Sarà perché quell'anno, che si allontana sempre di più ma che non sarà mai lontano davvero, eravamo distanti da tutto e da tutti. In cerca delle cure mediche che potevano farci star bene, ci eravamo trasferiti in una città lontana da casa nostra e dagli amici, lontana da quella festa che avevamo sognato per il suo arrivo.
O sarà semplicemente perché è lui, speciale come tutti i bimbi, come tutti i nostri figli.
















Siamo stati immersi nella vita, negli anni che passano, nelle rivincite che ci possiamo prendere con il destino, nella festa. 
Ed è stata una bellissima festa, una bellissima immersione.

Per camminare insieme

Per crescere insieme

Con la tua vita, preziosa e selvaggia

Tra le cose fatte quasi senza pensare, così, per gioco, a volte qualcuna cresce, diventa infinitamente grande, più grande di quanto si sarebbe potuto immaginare.
A volte il "caso" ti viene incontro con una sorpresa. In quei momenti non ci sono altre parole da scrivere, non c'è niente da aggiungere. Bastano gli occhi, per guardare, e poi guardare ancora.

Di uno dei rami dell'albicocco che erano fioriti dopo essere stati potati, io e Ladù abbiamo fatto un decoro da appoggiare sul camino, che ormai non si accende più. Un ramo speciale, messo nell'acqua, come si merita ogni cosa che vive. Un ramo che non si è arreso alla potatura e continua a portare avanti la sua missione: far crescere le foglie, annunciare la primavera.



Queste foglioline sono spuntate lentamente, lontano dall'albero, sotto i nostri occhi stupiti, giorno dopo giorno.
Ramo saggio, e maestro.



Allora, cosa intendi fare della tua unica vita, preziosa e selvaggia?
Mary Oliver

Per camminare insieme

Per crescere insieme

Con sensibilità. Ai confini delle regole.

Ogni fine settimana preparo la lezione di yoga che proporrò ai miei allievi la settimana successiva.
Spesso, tappetino steso davanti, quaderno vicino e penna in mano, le posizioni si disegnano da sé, secondo un ordine magicamente già chiaro nella mia testa, partendo da una frase ispirante che ho letto, da una sensazione su cui io per prima ho riflettuto tanto, o da una posizione che mi sembra importante in quel momento.
Altre volte, come è successo questa settimana, la costruzione della lezione è lenta; avviene per spunti che arrivano nei momenti più impensati, come regali offerti da un libro, dalla lezione di un collega o dal post di una scrittrice che mi piace.

E' partito tutto con una tecnica di respirazione che la mia maestra mi ha fatto riscoprire qualche giorno fa: la respirazione sottile.


Immaginate di avere un fiore, proprio sotto il naso.
Ogni volta che inspirate, l'aria entra in modo così delicato che potete assorbire ogni molecola di profumo che il fiore emana.
Ogni volta che espirate, l'aria esce in modo così curato che il fiore non soffre del soffio che gli fate arrivare, l'aria non sposta neanche un petalo, nemmeno una particella di polline.


Mentre mi immergevo in questo respiro, mi sono sentita catapultata in un paesaggio splendido: mi sono
sentita io, ma anche tutta la natura che stavo rispettando, così immensamente. Mi sono vista in un bosco, visitatrice e parte integrante di un ecosistema di cui potevo assorbire tutta l'energia.

Qualche giorno dopo ho letto un articolo, che parla di perdono, alla fine, di ascolto e di empatia, di rispetto. E ho letto le sue ultime riflessioni, che chiedono uno yoga più dolce, più lento, più capace di assecondare e, infine, sollevare.
E, solo allora, ho capito.

C'è uno yoga in cui si impara la Presenza, la piena consapevolezza; in cui il respiro è il sonoro Ujay Pranayama e gli asana sono uno schema flessibile che ha qualcosa da insegnarci.
E poi c'è lo yoga della sensibilità che va oltre le regole della disciplina classica, e insegna la leggerezza, il piacere di godersi un momento tranquillo, in cui farsi cullare e immergersi in quella fuorviante e peritura quotidianità che siamo noi, che è la nostra croce e la nostra delizia.

Quello yoga va decisamente al confine delle regole e prova costantemente a smussarle.
E' come il respiro leggero, che non da fastidio al fiore.
E' quello in cui non c'è nessun centro, ma il profondo sentire tutto il resto.




Per camminare insieme

Per crescere insieme

Le scoperte con cui inizia una vita






Per la seconda volta, la seconda, immensa, fortuna, sto assistendo a quell'avanzare sicuro e gioioso verso la vita che è la crescita dei bimbi.
Raccolgo foto da qualche tempo, da quando mi sono accorta che i giorni iniziavano a correre, che le conquiste diventavano sempre più frequenti e la sete di conoscere sempre più impellente.

La seconda volta che si assiste allo spettacolo si è un po' più preparati: si conoscono le linee dei passi successivi, si notano le differenze che fanno di ogni essere un singolo inimitabile, si sa che il magico momento di passaggio dal cucciolo d'uomo alla minuscola persona dura un soffio e si cerca di annusarlo con tutto quel che si può.

Il più cucciolo di noi sta diventando grande. E afferra, e tocca, e conosce, e sceglie; sorride con la luce negli occhi e fischia (sì, fischia) ogni volta che qualcosa lo appassiona.


Fischiare alla vita, ogni volta che ci fa imparare e crescere, è un rito a cui non avevo mai pensato. Mi sembra un modo splendido con cui ritmare il suo inizio. E avere infiniti motivi per cui fischiare, mi sembra una fortuna enorme, quasi come poter assistere allo spettacolo di una vita agli esordi.

Per camminare insieme

Per crescere insieme

La felicità dietro le piccole cose

C'è una particolare felicità, dietro alla preparazione di certi oggetti.
Le piccole cose danno soddisfazione velocemente, chiedono poco tempo e rivelano tutte le meraviglie dei loro futuri proprietari.

Ci sono periodi in cui concentrarmi su piccolezze colorate, che non c'èntrano nulla con il mio lavoro, mi aiuta a staccare, ad allenare la fantasia in un modo diverso dal solito.
Ci sono periodi in cui le idee arrivano a cascata, immagino stoffe e sfumature mischiarsi, invento modelli o mi figuro come riadattarli secondo i miei progetti.
E poi… preparo una tazza calda, mi nascondo nel mio minuscolo studio giallo e mi metto a giocare. E' proprio un gioco, per me. Un lusso, un po' d'ore in cui faccio niente di indispensabile.

Spesso i destinatari dei miei giochi di stoffe, colori e minuscolezze sono i miei bimbi.
Ultimamente, invece, i miei momenti di spensieratezza fantasiosa sono stati rivolti a due anime speciali.

La prima deve ancora nascere, ma arriverà a giorni.
Sarà una creatura fantastica come la sua mamma e… con mio grande onore indosserà un cappellino che ho scelto e sferruzzato apposta per lei.





(Il modello si trova gratuito qui, il cotone è quello avanzato dai mille e uno lavoretti che ho preparato in attesa e nei primi mesi di Ladù, quando era lui, l'anima speciale e minuscola a cui dedicare i miei giochi).

La seconda è la mia nipotina, l'unica femmina di quattro cugini, che si dovrà rassegnare, almeno per molti anni ancora, a ricevere tutti i regali leziosi, rosa ed esageratamente da femminuccia che non potrò mai confezionare per i miei due "maschiacci."
Per lei, il mio gioco è stato la preparazione di un tutù: di quelli con tutti i crismi, di tulle, a più strati.
La commessa della mia merceria di fiducia, poi, ci ha messo del suo, invitandomi a confezionare anche un cerchietto per capelli, così…





Quando ho imparato ad usare di più le mani, ho scoperto le magie di allenare la mia limitata- limitatissima- pazienza, e gustarsi i risultati di un lavoro vedendolo crescere pian piano.
Ma certi oggetti, i minuscoli oggetti come questi, trasmettono un altro messaggio: sono le felicità dietro le piccole cose, sono quella leggerezza di cui avrò sempre da imparare, sono come le giornate di primavera: quella luce speciale che entra presto a svegliarmi, quel profumo di fiori nell'aria, quell'idea che basta sempre così poco, alla fine, per trasformare una cosa in un mondo speciale.

Per camminare insieme

Per crescere insieme